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immagine al post Il bikini e la sua storia: dal 1946 fino ai giorni nostri

La storia del bikini inizia nel 1946, più precisamente in Francia, dove Jaque Heim produce l’atome, il costume da donna più scoperto, mai creato fino a quel momento. Dopo breve tempo, lo stilista Louis Réard però ne crea uno ancora più scoperto e lo chiama Bikini. In quell’anno gli americani sperimentavano il nucleare, nella località di Bikini nelle Isole Marshall.

Il nome del Bikini deriva proprio da questa isola

bikini donna beachvolley
Foto di Khusen Rustamov da Pixabay

Lo stilista francese fece indossare la sua nuova creazione alla modella Micheline Bernardini che sfilò presso le Piscine Molitor.

Il costume da bagno fu una vera e propria rivoluzione, come l’esperimento nucleare americano da dove prende il nome.

Ora vediamo insieme le tappe più rilevanti, che ha avuto il bikini durante tutti questi anni.

Se siete curiosi di sapere perché questo costume ha avuto tanto successo, ma anche tanta perplessità intorno a lui, continuate a leggere questo articolo e concocerete tutte le motivazioni.

INIZI DEGLI ANNI NOVECENTO

Durante questi anni, il bikini era una specie di tuta aderente. Con il trascorrere degli anni il Bikini diventava sempre più scoperto sulle gambe e braccia, décolleté e schiena.

La riduzione, che questo costume ha avuto negli anni, è dovuta soprattutto dall’influenza dei protagonisti di Hollywood, come ad esempio Coco Chanel, che è stata la prima a proporre i pantaloncini sopra il ginocchio, ma anche alla situazione presente in questi anni, durante la Seconda guerra mondiale il superfluo andava eliminato, la stoffa infatti erano razionata e destinata soprattutto a fini bellici.

INDOSSATO DALLE MODELLE E NON DALLE DONNE

Il 5 luglio 1946, come abbiamo visto, viene proposto il primo Bikini e portato dalla famosa modella Micheline Bernardini. Il pubblico, compreso il mondo giornalistico, approva questa l’innovazione rivoluzionaria, e la modella dopo la sfilala, per il successo auto, ha ricevuto all’incirca 50 mila lettere con proposte di matrimonio.

Ma lo stesso modello di costume non è assolutamente accettato indosso alle comuni donne, infatti veniva descritto come inaccettabile e assolutamente vergognoso. In effetti in quei tempi è vietato in America, in Australia, in Italia ed alcuni altri paesi come la Spagna e il Portogallo e il Belgio.

L’EVOLUZIONE

Il cambiamento vero e proprio è avvenuto con le grandi dive dello schermo come Brigitte Bardot e Marisa Alassio o la Bosè, che nel47 indossò il due pezzi durante Miss Italia.

Il successo, “l’esplosione”, che si aspettava Louis Réard già da anni prima, lo si può leggere nel in un articolo del Time: il 65% delle donne indossa il due pezzi. Si può dire che è stata una vera e propria rivoluzione culturale.

IL BIKINI AL GIORNO D’OGGI

Al giorno d’oggi non ci sono più divieti, ma la strada è stata lunga, ai nostri giorni infatti, troviamo bikini per tutti i gusti: dai modelli più succinti, a quelli che vestono regular, da quelli basic a quelli pieni di dettagli e punti luce. I costumi da bagno interi, a due pezzi, sono disponibili in ogni colore e forma e si possono combinare, per creare sempre modelli nuovi, pronti a rappresentare perfettamente il nostro stato d’animo.

Sul mercato online è presente una vasta scelta di bikini, qui possiamo affidarci all’attenta selezione di Flade, un brand che ci accompagnerà con gusto e colore nel mondo dei costumi da bagno. Impensabile immaginare che tra vent’anni le donne potrebbero cambiare il bikini attuale con altre creazioni.

Detto questo non mi resta che augurarvi di goderci la spiaggia e il sole indossando il vostro bikini preferito!!

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