Pixie cut spettinato: Zendaya, Chamberlain e il richiamo a Taylor

Il pixie cut torna in versione spettinata con Zendaya ed Emma Chamberlain: come si porta, come si cura e il precedente di Elizabeth Taylor.

Pixie cut spettinato: Zendaya, Chamberlain e il richiamo a Taylor

Categorie:

Il taglio corto torna protagonista in versione «undone», cioè volutamente spettinata. A settembre 2026 Zendaya l’ha mostrato sul red carpet dei 78° Primetime Emmy Awards a Los Angeles, con un pixie cut firmato dall’hairstylist Coree Moreno. Emma Chamberlain ha scelto invece una variante sfilata e rock per il 2026 Academy Museum Gala. Secondo Harper’s Bazaar il cambio look di Zendaya ha riportato in primo piano anche il pixie riccio che Elizabeth Taylor lanciò a inizio Anni Cinquanta, mentre Io Donna spiega come ottenere e mantenere l’effetto.[1][2]

In breve

  • Zendaya agli Emmy e Chamberlain all’Academy Museum Gala hanno lanciato il pixie cut spettinato.
  • Per l’effetto «appena alzate dal letto» servono mousse, pasta opaca e spray al sale marino.
  • Il ritocco in salone si programma ogni 4-6 settimane, prima per le versioni più corte.
  • Harper’s Bazaar collega il ritorno del taglio al pixie riccio di Elizabeth Taylor.

Chi ha lanciato il pixie cut spettinato e dove?

A dare il via alla tendenza sono due giovani americane molto seguite per stile e bellezza, Zendaya ed Emma Chamberlain, che secondo Io Donna hanno trasformato il taglio corto in una dichiarazione di personalità. Il loro pixie ha un’allure easy chic, con ciocche libere e un movimento volutamente imperfetto, lontano da qualsiasi effetto troppo costruito. Zendaya ha scelto la strada più netta: un taglio cortissimo, dalla texture leggermente scomposta e con volumi scolpiti, realizzato dall’hairstylist Coree Moreno.[1]

Il taglio di Zendaya, mostrato a settembre 2026 sul red carpet dei 78° Primetime Emmy Awards a Los Angeles, era ispirato all’iconico pixie di Halle Berry, come riporta Io Donna. Emma Chamberlain, invece, ha presentato il suo pixie al 2026 Academy Museum Gala, in una versione sfilata e rock curata dall’hairstylist Sami Knight. Lo stesso taglio, quindi, ha due letture: più scolpita e voluminosa per la prima, più sfilata e rock per la seconda.[1]

Come si ottiene l’effetto spettinato?

Dai red carpet si arriva allo specchio di casa, dove la regola è la leggerezza. Secondo l’hairstylist Matteo Orlando di Mastromauro Hair & Beauty a Milano, citato da Io Donna, l’effetto spettinato è in realtà molto studiato e si costruisce con pochi prodotti. Bastano una mousse volumizzante sulle radici e una pasta modellante opaca sulle punte, da distribuire con le dita. Orlando indica come alleata anche la spray texturizzante con sale marino, che dà corpo e definizione senza appesantire. Il segreto, dice, sono alcune ciocche fuori posto e un aspetto leggermente stropicciato.[1]

Conta anche ciò che si evita e il tipo di viso su cui si lavora. Da evitare, spiega ancora l’esperto, sono le cere troppo dense e i prodotti dal finish lucido, che rischiano di appiattire il movimento. Quanto al viso, per Orlando il taglio è particolarmente indicato sui volti ovali, a cuore o dai lineamenti delicati, ma si può adattare anche a fisionomie più squadrate lavorando sulle lunghezze laterali, sulla frangetta o sul ciuffo. La chiave è rispettare la texture naturale del capello, senza rigidità.[1]

Ogni quanto va ritoccato il taglio?

Dietro la spontaneità, però, c’è un calendario preciso. L’apparente noncuranza richiede una manutenzione tutt’altro che casuale, ricorda Io Donna: gli hairstylist consigliano in genere un ritocco in salone ogni 4-6 settimane. Per le versioni più corte e strutturate l’appuntamento si anticipa a 3-4 settimane, cioè una o due settimane prima. L’attenzione maggiore va a nuca, basette e contorno delle orecchie, dove anche pochi millimetri di ricrescita possono alterare l’equilibrio delle proporzioni.[1]

L’obiettivo, in fondo, non è cancellare il disordine ma tenerlo sotto controllo. Secondo Io Donna, l’effetto spettinato non va eliminato ma mantenuto intenzionale. Si può scegliere tra cere leggere, paste texturizzanti e uno styling fatto con le dita, che valorizzano il movimento naturale delle ciocche. Il principio, in sintesi, è che il pixie funziona quando sembra senza sforzo ma non appare mai trascurato.[1]

Che cosa c’entra Elizabeth Taylor?

Il taglio corto, però, ha un precedente illustre nel cinema. Nell’autunno 2026, scrive Harper’s Bazaar, il pixie cut riccio di Elizabeth Taylor torna ad affermarsi complice il cambio look di Zendaya. A inizio Anni Cinquanta l’attrice, due volte Premio Oscar, abbandonò il caschetto lungo, simbolo del suo debutto nel cinema, per un pixie minimalista scandito da piccoli boccoli, diventato simbolo della sua affermazione come diva della vecchia Hollywood.[2]

Il taglio di Taylor era più lungo rispetto alla versione micro che l’attrice aveva sfoggiato in precedenza, come rileva Harper’s Bazaar. Il perimetro è piuttosto lineare, quasi un bowl cut in versione XS, mentre la stratificazione fa impilare i capelli in onde ricche di movimento. Portato un po’ spettinato e proiettato verso l’alto, raggiungeva il massimo dell’audacia.[2]

In sintesi

Il quadro, a conti fatti, tiene insieme passato e presente. Il pixie cut spettinato passa dai red carpet del 2026 alla vita quotidiana: Zendaya agli Emmy di settembre, Emma Chamberlain all’Academy Museum Gala, con un precedente nel pixie riccio di Elizabeth Taylor dei primi Anni Cinquanta. Per mantenerlo basta uno styling leggero con le dita e un ritocco ogni 4-6 settimane, che scende a 3-4 per le versioni più corte e strutturate. Il punto, per gli hairstylist citati, è che l’imperfezione resti intenzionale.[1][2]

Fonti

  1. Io Donna: Undone pixie cut: il taglio effortless di Zendaya ed Emma Chamberlain
  2. Harper's Bazaar: Il pixie cut riccio Anni '50 di Elizabeth Taylor

AIUTACI CONDIVIDENDO QUESTO ARTICOLO

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.