Ci sono settimane in cui le passerelle restano chiuse e sono le uscite pubbliche delle celebrity e delle teste coronate a dettare il ritmo. Questa è una di quelle. Tra una premiere londinese, un paio di impegni istituzionali in Medio Oriente e un film in arrivo nelle sale, tre nomi hanno concentrato l’attenzione degli osservatori di moda: Margaret Qualley, la principessa Rajwa di Giordania con la suocera Rania, e Angelina Jolie. Tre modi diversi di stare davanti a un obiettivo, ma un filo che li tiene insieme.
Il filo ha un nome, ed e Chanel. La maison ricorre in tutti e tre i casi, a volte in primo piano e a volte come sfondo. Ma soprattutto questi look raccontano la stessa cosa da angolazioni opposte: cosa succede quando la moda sceglie di provocare e cosa succede quando sceglie di rassicurare. Ecco i look della settimana e le tendenze che portano con se, quelle da cui vale la pena prendere spunto e quelle da guardare a distanza di sicurezza.
I sandali senza suola: la scarpa che rinuncia a essere scarpa
Partiamo dal look più discusso. Alla premiere londinese del film di Ridley Scott The Dog Stars, il 20 agosto, Margaret Qualley si e presentata in total look Chanel: abito nero lungo con scollatura a V e una cascata di frange, disegnato da Matthieu Blazy, il nuovo direttore creativo della maison. Fin qui, un red carpet impeccabile. Poi lo sguardo scende verso i piedi, e qui la faccenda si complica.
Ai piedi l’attrice indossava un modello della collezione Cruise 2027 che di una scarpa conserva pochissimo: in pelle, dietro al tallone, un tacchetto; e poi lacci sottili annodati intorno alla caviglia. Niente suola, niente tomaia. La pianta del piede e le dita restano a contatto diretto con il terreno. Sono i cosiddetti sandali barefoot, letteralmente a piedi nudi: da lontano sembra di camminare scalzi, con un minuscolo tacco spuntato sotto il tallone. A completare, una pedicure con smalto nero coordinato alle mani, parte integrante dello styling.
Presentate a Biarritz mesi prima, queste calzature avevano già diviso la critica in passerella: chi le ha trovate geniali, chi si e limitato a chiedersi perché. Vogue le ha lette come la reinterpretazione di un codice storico della maison, quello delle celebri slingback bicolore, smontato fino a lasciarne solo l’idea. DiLei le ha definite più un gioiello da piede che una calzatura vera e propria. Il punto, su cui le fonti concordano, e che non sono scarpe pensate per camminarci: qui la forma ha vinto sulla funzione, e ne e uscito un oggetto-status, come quelle micro borse in cui non entra nulla.
Che Qualley sia stata la prima a portarle sul tappeto rosso non stupisce: e musa e amica della maison da anni, ci ha sfilato e ne e stata ambassador. E l’occasione aveva pure un lato ironico, come nota Grazia: accanto a lei sul red carpet c’era Jacob Elordi, un metro e novantasei, e forse quello era il momento buono per un tacco vero. La tendenza qui c’e, ed e reale: l’illusione del piede nudo, con scarpe sempre più leggere, minimali e trasparenti. Ma e un trend da guardare più che da imitare alla lettera.
Rajwa di Giordania: l’eleganza che non ha bisogno di stupire
All’estremo opposto della settimana c’e uno stile costruito per non far rumore. La principessa Rajwa, moglie del principe ereditario Hussein, sta definendo una cifra personale fatta di silhouette essenziali e palette raffinate. La formula, spiega la rassegna dedicata al suo guardaroba, e la stessa in cui eccelle la suocera Rania: proporzioni sempre equilibrate, gusto per la sartoria, disinvoltura nel passare da una grande maison a un designer emergente senza mai lasciare che sia l’abito a dominare la persona.
Due uscite recenti lo mostrano bene. Il 18 agosto 2026, per un incontro con gli studenti al Basman Palace, Rajwa ha scelto una blusa avorio di Edeline Lee, con collo alto e nastri, abbinata a un pantalone dal taglio sartoriale: gamba ampia, pince e vita alta. Ai piedi, slingback con tacco kitten (basso, minuto) di Gianvito Rossi; in mano una borsa Strathberry. Una settimana prima, l’11 agosto, per la consegna dei diplomi alla Al Hussein Technical University, un completo grigio di TOGA con camicia dalla stampa jacquard damascata e gonna midi plissettata, chiuso da una borsa geometrica di Alaia.
La lezione di stile e nel dettaglio: il grigio, colore neutro per eccellenza, diventa interessante grazie alle lavorazioni, alle texture e al gioco di proporzioni. E il contrario esatto del look di Qualley. La un accessorio che grida per farsi notare; qui una costruzione che sussurra e resta impressa proprio perché misurata. Se cercate un’ispirazione applicabile al guardaroba di tutti i giorni, e da questa parte che conviene guardare.
Lo smalto bianco latte che unisce le generazioni
C’e un dettaglio, in casa reale giordana, che ha attraversato la settimana e che vale come vera micro tendenza: le unghie. In una serie di foto diffuse dalla corte, Rania di Giordania, 55 anni, ha mostrato una manicure semplicissima in smalto bianco latte. Forma a mandorla, lunghezza media: la scelta più classica e proporzionata.
Il colore, apparentemente banale, e in realtà uno dei più richiesti dell’estate 2026. Le cosiddette milky nails, lo smalto bianco nelle sfumature del latte, sono il tormentone che ha conquistato Gen Z e Gen Alpha, spiega DiLei, cioè le fasce più giovani. Il motivo pratico e semplice: e la nuance che fa risaltare meglio l’abbronzatura e i coloriti più scuri. Che a indossarla sia una regina di 55 anni e la conferma che si tratta di una tendenza trasversale, capace di stare bene su qualsiasi eta. Un dettaglio pop e a costo minimo, il più facile da copiare di tutta la settimana.
Angelina Jolie e la moda che diventa cinema
Il terzo appuntamento non e un red carpet ma una sala cinematografica. Dal 26 agosto arriva nelle sale italiane Couture, diretto da Alice Winocour, con Angelina Jolie nei panni di Maxine, una regista americana a Parigi durante la Paris Fashion Week. Jolie, che del film e anche produttrice, al press tour si mostra con capelli biondissimi e una giacca di pelle.
Perché interessa a chi segue la moda? Perché qui le passerelle sono la cornice del racconto, non il contorno. Il film e ambientato durante le sfilate parigine e, come nota chi lo ha visto in anteprima, la maison che commissiona il progetto non viene mai nominata: ma alcune scene sono girate in un atelier riconoscibile, quello con la scalinata rivestita di specchi, che lascia pochi dubbi si tratti, ancora una volta, di Chanel. Ed e proprio su una passerella Chanel che Winocour ha scoperto la vera protagonista del versante moda del film: Anyier Anei, top model originaria del Sud Sudan, al debutto come attrice. Anei, arrivata sulle passerelle nel 2021 con Versace, ha poi sfilato per Saint Laurent, Givenchy, Gucci e Dolce&Gabbana. Il suo personaggio, una giovane modella alla prima esperienza, e il ponte più diretto tra il grande schermo e il mondo delle sfilate.
Cosa portano a casa questi look
Messi in fila, i tre casi disegnano una mappa piccola ma nitida delle direzioni in cui si muove lo stile in questo momento. Da un lato la moda come provocazione e conversazione, quella dei sandali senza suola, dove conta far parlare più che essere indossabili. Dall’altro la moda come misura, quella delle reali giordane, dove il valore sta nel dettaglio di lavorazione e nella proporzione, non nell’effetto sorpresa. In mezzo, un colore di smalto che tiene insieme una regina e le teenager, e un film che riporta le sfilate dentro una storia.
Non e un caso che il denominatore comune sia una sola maison, presente come abito, come tendenza e come sfondo cinematografico. Se una lezione si può trarre dalla settimana, e che lo spunto migliore raramente e il pezzo più estremo: e più spesso il dettaglio replicabile, la manicure giusta o l’accostamento di due neutri. Il resto, sul red carpet, resta bellissimo da guardare.







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