PoloFest, a Tokyo il primo vintage market di Ralph Lauren

A Tokyo il primo PoloFest di Ralph Lauren ha riunito appassionati e collezionisti attorno a un grande mercato vintage e a una mostra d’archivio.

PoloFest, a Tokyo il primo vintage market di Ralph Lauren

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Ralph Lauren ha portato a Tokyo il primo PoloFest, un evento dedicato al mondo Polo con al centro un enorme mercato di capi vintage del marchio. Si è tenuto nel quartiere di Harajuku, tra mostre d’archivio e incontri, e ha richiamato fan arrivati da tutto il mondo, molti vestiti da capo a piedi con pezzi storici. Secondo Vogue i visitatori sono stati 10.000 in tre giorni e i 5.000 capi in vendita sono andati esauriti. L’iniziativa anticipa i 60 anni del marchio, che cadono nel 2027, ed è il primo di una serie di appuntamenti globali.[1][2][3]

In breve

  • Il PoloFest di Tokyo ha unito mercato vintage, mostra d’archivio e incontri, con i numeri di affluenza riportati da Vogue.
  • Alla serata inaugurale hanno sfilato ospiti come André 3000, Conan Gray e Tyson Beckford, in look Polo d’archivio.
  • Tra i banchi: rivenditori da tutto il mondo, capi con etichetta giapponese e pezzi rammendati da artigiani locali.
  • Tokyo è stata scelta per il legame con il Giappone, dove Polo è arrivato nel 1976.

Che cos’è il PoloFest e quanto ha richiamato?

Il PoloFest è una celebrazione del marchio pensata per chi colleziona e indossa Polo Ralph Lauren, allestita in un grande spazio espositivo di Harajuku. Il cuore dell’evento è stato il mercato vintage, affiancato da una mostra immersiva sui 50 anni del designer in Giappone, come racconta GQ Italia, e da un ciclo di incontri con voci di moda, musica, sport e design, ricorda Marie Claire. Tra gli ospiti degli incontri c’erano il modello Tyson Beckford e Thirstin Howl the 3rd, fondatore del movimento Lo Life.[1][3]

I numeri, però, cambiano a seconda di chi li racconta. Per Vogue il festival ha riunito 17 rivenditori specializzati, con 5.000 capi vintage in vendita e un sold out in ogni giornata, davanti a 10.000 visitatori in tre giorni. GQ Italia parla invece di quattro giorni e di 18 collezionisti, mentre per Marie Claire i collezionisti erano 20 e i pezzi in mostra 10mila, con ingresso gratuito tramite la app LINE del marchio. A conti fatti, con i dati di Vogue, 10.000 visitatori per 5.000 capi fanno due persone per ogni capo.[1][2][3]

Chi c’era e come si è vestito?

Quanto agli ospiti, la serata inaugurale ha avuto un parterre di nomi noti. La serata inaugurale ha attirato volti noti, e GQ Italia ha incaricato il fotografo Ryutaro Tsukata di immortalare gli outfit migliori. Tra gli ospiti citati dalle fonti ci sono André 3000, Conan Gray, Janelle Monáe e Tyson Beckford, insieme a nomi della moda maschile come Hirofumi Kurino e Jason Jules. Secondo GQ Italia i look andavano dai completi in tweed della linea Purple Label agli outfit di Polo Sport carichi di loghi, esattamente come ci si aspettava da una legione di fan di Lauren.[1][3]

Fuori dal red carpet, la scena era ancora più varia. Vogue descrive un pubblico arrivato soprattutto dal Giappone, ma anche da Atlanta, Brooklyn e da altri Paesi, con padri e figli, coppie e famiglie intere che mescolavano capi di decenni e stili diversi. Anche David Lauren, figlio di Ralph, si aggirava tra i banchi con una giacca in tweed a spina di pesce: secondo quanto ha spiegato a Vogue, gliel’aveva regalata il padre forse quarant’anni fa.[2]

Che cosa si poteva vedere e comprare?

Intanto, tra i capi più ricercati dai fan spiccavano pezzi rari e d’archivio. Tra i pezzi cercati dai fan GQ Italia cita la giacca Snow Beach originale e un cappotto Polo in Harris tweed degli anni Settanta ancora con i cartellini. Marie Claire racconta che la mostra d’archivio era divisa nei temi English Tweed, Polo Country, Polo Sport e Outdoorsman, e che tra i collezionisti c’era anche l’italiano Tartan Vintage di Firenze, di Cosimo Ciampolini e Valentina Fiaschi. Vogue aggiunge una novità: per le norme locali ogni capo, lavato a secco, aveva una nuova etichetta in giapponese che lo identificava come vintage.[1][2][3]

Un angolo, poi, era dedicato al restauro. La sezione «Better With Age» ha mostrato capi riparati e reinterpretati da artigiani giapponesi, come ricordano Marie Claire e Vogue. Yui Narita di Brown Tabby Works ha aggiunto toppe di denim vintage a un maglione Aran, e secondo Marie Claire ha realizzato 38 capi upcycled in sei mesi. Mitsugu Sasaki ha applicato toppe indaco a un windbreaker blu navy, ispirandosi al boro giapponese, mentre le Sashiko Gals hanno rimesso a nuovo il Polo Bear con denim indaco e chambray.[2][3]

Perché proprio Tokyo?

La scelta del Giappone come prima tappa affonda le radici in una storia lunga mezzo secolo. Come ricorda Marie Claire, nel 1976 Polo Ralph Lauren sbarcò in Giappone con i grandi magazzini Seibu di Ikebukuro e con una sfilata al Tokyo Prince Hotel. Dieci anni dopo lo stesso Ralph scoprì negozi che rivendevano capi importati o usati. Vogue colloca nel marzo 2006 l’incontro con un fan collezionista, durante l’inaugurazione del flagship store di Omotesando: quell’episodio, ha detto David Lauren, fece capire di essersi imbattuti in una sottocultura molto intensa.[2][3]

E adesso lo sguardo va oltre il Giappone. Il PoloFest, secondo Marie Claire, è solo il primo di una serie di eventi globali, con contenuti adattati alle singole città. Il senso dell’operazione l’ha riassunto David Lauren: «Non si tratta di una camicia o di un abito, si tratta di comunità». Un riconoscimento, nota la rivista, verso i negozi specializzati di vintage, spesso dedicati a un solo marchio, che a Tokyo sono diventati una vera filiera.[3]

In sintesi

Tirando le somme di questa prima edizione. Il PoloFest di Tokyo ha trasformato la passione per il vintage Polo in un evento aperto al pubblico: secondo Vogue 10.000 visitatori in tre giorni e 5.000 capi esauriti, mentre le altre testate riportano cifre diverse su collezionisti e pezzi. Dietro c’è un rapporto con il Giappone iniziato nel 1976, che l’azienda ha scelto di celebrare con mostra, incontri e restauri artigianali. Il marchio festeggerà i 60 anni nel 2027 e i prossimi appuntamenti globali cambieranno contenuti da città a città.[2][3]

Fonti

  1. GQ Italia: I 76 look più Ralph Lauren di sempre visti al PoloFest di Tokyo
  2. Vogue: Benvenuti al primo PoloFest di Ralph Lauren, il vintage market che ha riunito a Tokyo 10mila fan del brand
  3. Marie Claire: A Tokyo l'America Vintage di Ralph Lauren

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