Non serviva una didascalia, allo scatto che la maison ha messo in rete dopo la sfilata: due donne sedute vicine, una vestita d’oro dalla testa ai piedi e l’altra di nero assoluto. Quella foto ha fatto il giro dei social in poche ore, e il motivo sta tutto nella distanza fra i due abiti.
Le protagoniste sono Jennifer Lopez e Monica Bellucci, ospiti della sfilata di Alta Moda che Dolce&Gabbana ha portato a Taormina nell’estate 2026. Nessuna delle due era in passerella: sedevano in prima fila, quella riservata agli ospiti che le fotografie devono inquadrare. Ed è da lì che hanno preso la scena. Il passaggio delle due dive in Sicilia è stato raccontato da DiLei in due articoli distinti, uno sulla serata di gala e uno su quello che è successo dopo, per le strade del paese. Rimessi in fila, spiegano una cosa che nessuno dei due dice da solo.
Due dive, due modi opposti di leggere lo stesso invito
Lopez e Bellucci sono arrivate alla stessa serata con due idee di eleganza che non si somigliano per niente. La prima ha giocato tutto sull’accumulo: ricami, pietre, un mantello. La seconda ha tolto invece di aggiungere, fermandosi al nero e al pizzo. Sono due strade che la stessa maison percorre da sempre, e vederle una accanto all’altra nello stesso fotogramma è probabilmente la ragione per cui l’immagine è circolata tanto: il post pubblicato dal marchio, riferisce DiLei, ha raccolto migliaia di commenti.
Vale la pena notare chi erano le due sedute in prima fila: una cantante e attrice statunitense che frequenta questi appuntamenti da anni, e un’attrice italiana legata da tempo ai due stilisti siciliani. Nessuna delle due doveva dimostrare qualcosa. Il risultato è che la prima fila ha fatto più notizia della collezione, che pure aveva parecchio da dire.
L’oro di Jennifer Lopez, pezzo per pezzo
Il vestito scelto da Lopez per la sera è, nella descrizione di DiLei, una creazione couture: un capo unico, cucito su misura in atelier, non un modello di collezione da negozio. La superficie era ricamata in oro per intero, e sopra il ricamo correvano gemme multicolore di grandi dimensioni, che alludevano ora al rubino e allo smeraldo, ora allo zaffiro e al topazio. La linea era aderente, e i ricami in rilievo davano all’insieme un effetto quasi tridimensionale, più vicino a un’armatura che a un abito da sera.
Sopra tutto questo, un mantello dorato in broccato, lungo fino a terra. Il broccato è un tessuto pesante lavorato a rilievo, il tipo di stoffa che si associa ai paramenti e agli arazzi: usarlo per un capospalla da sfilata è una scelta scenografica, e infatti serviva ad aggiungere teatralità. I capelli erano raccolti in una treccia: una scelta che lasciava campo libero al collier, importante, e agli orecchini maxi con pietre rosse. Sul modo in cui i colori delle pietre preziose diventano un linguaggio, abbiamo dedicato un pezzo al colore nell’alta gioielleria.
Lopez ha poi condiviso lei stessa qualche immagine della serata: vicoli e terrazze del centro sono diventati, in quelle ore, il suo set fotografico all’aperto.
Il nero di Monica Bellucci, e la figlia che debutta a 16 anni
Sull’altro versante, Bellucci ha puntato sul nero e basta. L’abito era lungo, con dettagli in pizzo sul décolleté. Sopra ci andava un soprabito, anch’esso di pizzo, ampio e trasparente: alleggeriva la figura invece di coprirla. Sotto, pantaloni morbidi in tessuto fluido; ai piedi, scarpe nere open toe, quelle con la punta aperta. Gli accessori erano pochi e scelti: una clutch nera, cioè la pochette rigida che si tiene in mano senza tracolla, qualche gioiello dorato di piccole dimensioni e un paio di occhiali da sole ampi, di gusto rétro, che l’attrice ha tenuto sul viso anche mentre la sfilata era in corso.
La serata, però, aveva per lei un altro motivo di interesse. Fra chi ha sfilato c’era Leonie Cassel, la figlia più giovane dell’attrice, che a 16 anni ha debuttato in passerella proprio in quell’occasione. È il dettaglio che, scrive DiLei, conferma quanto sia stretto il legame fra la famiglia di Bellucci e la casa di moda siciliana.
La maiolica che tiene insieme la passerella e la passeggiata
Qui arriva il collegamento che i due racconti, presi separatamente, non fanno. Dopo la serata in oro, Lopez si è concessa una pausa dagli impegni dell’Alta Moda e ha camminato a lungo per il centro storico di Taormina, con un look tutto diverso: un crop top, cioè la maglia corta che lascia scoperta la vita, con scollo incrociato e stampa a maiolica in arancione, abbinato a slim pants a fondo bianco con la stessa fantasia, aderenti fino alla caviglia. Completavano l’insieme una borsetta bianca a mano, il modello Marlene della maison, occhiali da sole a occhio di gatto (i cat eye, con le punte rialzate agli angoli esterni) e un paio di infradito rasoterra, scelta pratica sulle pavimentazioni in pietra del centro.
La stampa a maiolica riprende le piastrelle dipinte a mano della tradizione siciliana, ed è fra le decorazioni più riconoscibili del repertorio del marchio. È anche lo stesso motivo che tornava, in versione ricamata, fra i dettagli della collezione mostrata al pubblico. Detto altrimenti: il completo indossato per andare a passeggio non era un fuori programma rispetto alla sfilata, ne era la versione portabile. Una volta cucito su un abito da passerella, una volta stampato su due pezzi da mettersi addosso per uscire.
Cos’era «Le Devote dell’Olimpo», la collezione presentata
Il titolo scelto per la collezione è Le Devote dell’Olimpo, e il riferimento è alla mitologia classica. Le modelle sono state fatte sfilare come sacerdotesse contemporanee, fra citazioni delle vestali, delle divinità antiche e della Magna Grecia, con lo scenario delle pendici dell’Etna a fare da fondale e ad amplificare il carattere teatrale della presentazione.
Sul piano delle lavorazioni, il repertorio elencato da DiLei comprende:
- pizzi Chantilly, un pizzo sottilissimo dal disegno molto fitto, tradizionalmente floreale;
- velluti dévoré, cioè velluti in cui parte del pelo viene bruciata per via chimica, in modo da ottenere un disegno trasparente sul tessuto;
- ricami tridimensionali e applicazioni a tema floreale eseguite a mano;
- i richiami alle maioliche di cui si è detto sopra.
Sono tecniche che appartengono al vocabolario dell’artigianato italiano più che a quello della produzione industriale, ed è questo il senso dell’Alta Moda: capi realizzati a mano, in pezzo unico, presentati in una località scelta anche per il suo valore d’immagine. Su quanto una passerella possa reggersi su un solo dettaglio visivo, avevamo raccontato il caso degli Halo Hair visti da Louis Vuitton.
Perché la prima fila conta quanto la passerella
Torniamo alla fotografia dell’inizio. Che a fare notizia siano state le due ospiti, e non i capi presentati, non è un incidente: è il modo in cui questi appuntamenti sono costruiti. Le immagini delle celebrità circolano per giorni, e il conto lo si fa a commenti e condivisioni.
Resta il fatto che, in questo caso, l’oro e il nero raccontavano davvero due letture legittime dello stesso guardaroba. E che il look da giorno di Lopez, quello che sembrava il più casuale fra quelli di cui si è parlato, era in realtà il più esplicito: la maiolica addosso, nel posto da cui quella maiolica viene.







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