Valentino Beauty Vendetta, profumo che riprende un nome del 1991

Valentino Beauty torna alla profumeria di lusso dopo sei anni con Vendetta, due fragranze che riprendono il nome di un profumo del 1991.

Valentino Beauty Vendetta, profumo che riprende un nome del 1991

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Quando una casa di moda mette in commercio un profumo, di solito non fa notizia: le fragranze escono a decine ogni stagione, spesso legate a una ricorrenza o a un cambio di collezione. Vendetta è un caso diverso, e il motivo sta in un numero. Sono sei anni che Valentino Beauty non firmava un lancio nella fascia prestige, quella dei profumi più costosi e più curati di un marchio. La notizia è stata diffusa a luglio 2026 e la racconta Fashion Times, che è anche l’unica testata su cui si basa questo articolo.

Vendetta non è un profumo solo: sono due, Vendetta Donna e Vendetta Uomo, pensati per stare insieme. Se ti stai chiedendo cosa cambia rispetto a una qualunque novità da profumeria, la risposta breve è questa: qui il marchio ha rimesso mano al proprio archivio, ha chiamato tre profumieri di primo piano e ha ridisegnato la bottiglia partendo dai codici della sartoria. Il resto dell’articolo spiega ciascuno di questi tre pezzi.

Il nome viene da un profumo di trentacinque anni fa

Vendetta non è un’invenzione del 2026. Nel 1991, quando la direzione creativa era ancora nelle mani di Valentino Garavani, esisteva già una fragranza con questo nome: quella di oggi ne è il richiamo dichiarato. Tra le due versioni corrono dunque trentacinque anni, un salto generazionale pieno.

È una scelta che dice qualcosa sul modo in cui i marchi storici lavorano adesso. Riprendere un nome dell’archivio, invece di coniarne uno nuovo, significa appoggiarsi a un pezzo di storia già scritta e insieme accettare il confronto con essa. Nella lettura che ne dà il marchio, Vendetta è il racconto di una coppia contro il resto del mondo, un’idea di legame istintivo e senza mediazioni che si allontana dal romanticismo più convenzionale. Vale la pena tenere a mente che questa è la narrazione ufficiale del brand, non una valutazione indipendente.

Cosa c’è dentro le due boccette

Qui sta la parte concreta, quella che interessa a chi in profumeria ci entra davvero. Le due fragranze hanno autori diversi e materie prime diverse, ma condividono la stessa impalcatura: un fondo legnoso e cremoso, un cuore dolce e avvolgente, un’apertura fresca che serve a non appesantire i primi minuti. In gergo si chiama gourmand legnosa: una famiglia olfattiva in cui le note calde e commestibili, come la cannella o il liquore, si posano su una base di legni. È lo scheletro comune, declinato due volte.

Vendetta Donna: tutto ruota intorno alla tuberosa

La versione femminile porta la firma di due Master Perfumer, cioè profumieri riconosciuti ai vertici del mestiere: Dominique Ropion, affiancato da Andrew Everett. Il fiore protagonista è la tuberosa, storicamente associata a una scia molto presente e riconoscibile.

La materia prima ha un nome commerciale preciso, Tuberose Osmobloom™, ed è ottenuta con un metodo chiamato Air-Capture: in pratica l’odore del fiore viene raccolto dall’aria nel momento di massima fioritura, invece di essere estratto dal fiore reciso. Secondo la descrizione riportata da Fashion Times, il risultato è una resa più cremosa e luminosa del fiore.

  • Apertura: nettare di arancia rossa, in un accordo che guarda al Tarocco Rosso italiano, con qualche accento salino.
  • Cuore: la tuberosa Osmobloom™.
  • Fondo: un accordo esclusivo di sandalo, descritto come persistente e cremoso.

Un dettaglio che spesso sfugge riguarda il colore del liquido, che è rosso e richiama il Rosso Valentino. Non è una nota olfattiva, è una scelta visiva: la boccetta funziona anche come segnale del marchio prima ancora di essere aperta.

Vendetta Uomo: zenzero in apertura, patchouli sul fondo

La controparte maschile è opera della Master Perfumer Marie Salamagne ed è costruita su un registro speziato. Si parte da un’estrazione con anidride carbonica di zenzero del Perù — una tecnica che lavora a bassa temperatura e restituisce un odore vicino a quello della radice fresca — sostenuta da agrumi italiani.

  • Apertura: zenzero peruviano estratto in CO² e agrumi italiani.
  • Cuore: un accordo di liquore alla cannella.
  • Fondo: patchouli ad alta purezza, dentro un accordo legnoso.

Messe una accanto all’altra, le due composizioni si somigliano più di quanto le schede lascino intendere: entrambe puntano su un’apertura agrumata e su una chiusura di legni, e cambiano soprattutto nel mezzo — il fiore da una parte, la spezia dall’altra. Chi cerca due profumi che convivano sulla stessa mensola, e non due prodotti scollegati, troverà qui una scelta coerente.

Il flacone traduce la sartoria in vetro

Il disegno della bottiglia è il punto in cui il legame con la moda diventa letterale, ed è anche il pezzo del progetto più facile da riconoscere in vetrina. Due elementi lo definiscono:

  • una grande V grafica domina la silhouette, ripresa anche sulla confezione esterna;
  • il tappo plissettato, che riproduce le pieghe usate negli abiti della maison.

Le due versioni hanno colori distinti ma la stessa architettura, essenziale e senza decorazioni aggiunte. È una coerenza che vale più di un dettaglio estetico: rende il duo riconoscibile a distanza e collega direttamente il reparto profumeria a quello dell’abbigliamento, che per un marchio come questo resta l’attività principale. Rispetto ai lanci legati a una stagione o a una data del calendario — come accade con le fragranze pensate per la festa della mamma — qui l’investimento riguarda l’identità del marchio nel lungo periodo.

La campagna: due attori e un fotografo

La parte pubblicitaria del progetto ha volti precisi. Gli scatti sono firmati dal duo Inez & Vinoodh e i protagonisti sono Dakota Johnson e Alexander Skarsgård. Le immagini costruiscono una storia dai toni cinematografici, con un’atmosfera calda e una tensione narrativa che riprende l’idea di legame esclusivo su cui poggiano le due fragranze.

Chi sono i due interpreti, perché il marchio li ha scelti e cosa hanno dichiarato lo abbiamo raccontato a parte: c’è un articolo dedicato ai volti della campagna Vendetta e alle loro parole.

Quello che ancora non si sa

Un avvertimento onesto, perché è l’informazione che di solito si cerca per prima. Il materiale diffuso a luglio 2026 descrive le composizioni, gli autori e il design, ma non indica né il prezzo né i canali di vendita né le misure dei flaconi. Finché il marchio non li comunica, qualsiasi cifra circoli va presa per quello che è: una stima di terzi.

Resta il dato da cui siamo partiti, ed è quello che dà la misura dell’operazione. Sei anni senza lanci prestige sono tanti in un settore che vive di novità continue, e il fatto che il ritorno avvenga con due profumi insieme, un nome recuperato dagli anni Novanta, tre profumieri di primo piano e una campagna costruita su due attori noti dice che Valentino Beauty non lo considera un episodio isolato. Se sarà anche un successo commerciale, lo diranno i prossimi mesi.

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