Quando una casa di moda mette in commercio un profumo, di solito non fa notizia: le fragranze escono a decine ogni stagione, spesso legate a una ricorrenza o a un cambio di collezione. Vendetta è un caso diverso, e il motivo sta in un numero. Sono sei anni che Valentino Beauty non firmava un lancio nella fascia prestige, quella dei profumi più costosi e più curati di un marchio. La notizia è stata diffusa a luglio 2026 e la racconta Fashion Times, che è anche l’unica testata su cui si basa questo articolo.
Vendetta non è un profumo solo: sono due, Vendetta Donna e Vendetta Uomo, pensati per stare insieme. Se ti stai chiedendo cosa cambia rispetto a una qualunque novità da profumeria, la risposta breve è questa: qui il marchio ha rimesso mano al proprio archivio, ha chiamato tre profumieri di primo piano e ha ridisegnato la bottiglia partendo dai codici della sartoria. Il resto dell’articolo spiega ciascuno di questi tre pezzi.
Il nome viene da un profumo di trentacinque anni fa
Vendetta non è un’invenzione del 2026. Nel 1991, quando la direzione creativa era ancora nelle mani di Valentino Garavani, esisteva già una fragranza con questo nome: quella di oggi ne è il richiamo dichiarato. Tra le due versioni corrono dunque trentacinque anni, un salto generazionale pieno.
È una scelta che dice qualcosa sul modo in cui i marchi storici lavorano adesso. Riprendere un nome dell’archivio, invece di coniarne uno nuovo, significa appoggiarsi a un pezzo di storia già scritta e insieme accettare il confronto con essa. Nella lettura che ne dà il marchio, Vendetta è il racconto di una coppia contro il resto del mondo, un’idea di legame istintivo e senza mediazioni che si allontana dal romanticismo più convenzionale. Vale la pena tenere a mente che questa è la narrazione ufficiale del brand, non una valutazione indipendente.
Cosa c’è dentro le due boccette
Qui sta la parte concreta, quella che interessa a chi in profumeria ci entra davvero. Le due fragranze hanno autori diversi e materie prime diverse, ma condividono la stessa impalcatura: un fondo legnoso e cremoso, un cuore dolce e avvolgente, un’apertura fresca che serve a non appesantire i primi minuti. In gergo si chiama gourmand legnosa: una famiglia olfattiva in cui le note calde e commestibili, come la cannella o il liquore, si posano su una base di legni. È lo scheletro comune, declinato due volte.
Vendetta Donna: tutto ruota intorno alla tuberosa
La versione femminile porta la firma di due Master Perfumer, cioè profumieri riconosciuti ai vertici del mestiere: Dominique Ropion, affiancato da Andrew Everett. Il fiore protagonista è la tuberosa, storicamente associata a una scia molto presente e riconoscibile.
La materia prima ha un nome commerciale preciso, Tuberose Osmobloom™, ed è ottenuta con un metodo chiamato Air-Capture: in pratica l’odore del fiore viene raccolto dall’aria nel momento di massima fioritura, invece di essere estratto dal fiore reciso. Secondo la descrizione riportata da Fashion Times, il risultato è una resa più cremosa e luminosa del fiore.
- Apertura: nettare di arancia rossa, in un accordo che guarda al Tarocco Rosso italiano, con qualche accento salino.
- Cuore: la tuberosa Osmobloom™.
- Fondo: un accordo esclusivo di sandalo, descritto come persistente e cremoso.
Un dettaglio che spesso sfugge riguarda il colore del liquido, che è rosso e richiama il Rosso Valentino. Non è una nota olfattiva, è una scelta visiva: la boccetta funziona anche come segnale del marchio prima ancora di essere aperta.
Vendetta Uomo: zenzero in apertura, patchouli sul fondo
La controparte maschile è opera della Master Perfumer Marie Salamagne ed è costruita su un registro speziato. Si parte da un’estrazione con anidride carbonica di zenzero del Perù — una tecnica che lavora a bassa temperatura e restituisce un odore vicino a quello della radice fresca — sostenuta da agrumi italiani.
- Apertura: zenzero peruviano estratto in CO² e agrumi italiani.
- Cuore: un accordo di liquore alla cannella.
- Fondo: patchouli ad alta purezza, dentro un accordo legnoso.
Messe una accanto all’altra, le due composizioni si somigliano più di quanto le schede lascino intendere: entrambe puntano su un’apertura agrumata e su una chiusura di legni, e cambiano soprattutto nel mezzo — il fiore da una parte, la spezia dall’altra. Chi cerca due profumi che convivano sulla stessa mensola, e non due prodotti scollegati, troverà qui una scelta coerente.
Il flacone traduce la sartoria in vetro
Il disegno della bottiglia è il punto in cui il legame con la moda diventa letterale, ed è anche il pezzo del progetto più facile da riconoscere in vetrina. Due elementi lo definiscono:
- una grande V grafica domina la silhouette, ripresa anche sulla confezione esterna;
- il tappo plissettato, che riproduce le pieghe usate negli abiti della maison.
Le due versioni hanno colori distinti ma la stessa architettura, essenziale e senza decorazioni aggiunte. È una coerenza che vale più di un dettaglio estetico: rende il duo riconoscibile a distanza e collega direttamente il reparto profumeria a quello dell’abbigliamento, che per un marchio come questo resta l’attività principale. Rispetto ai lanci legati a una stagione o a una data del calendario — come accade con le fragranze pensate per la festa della mamma — qui l’investimento riguarda l’identità del marchio nel lungo periodo.
La campagna: due attori e un fotografo
La parte pubblicitaria del progetto ha volti precisi. Gli scatti sono firmati dal duo Inez & Vinoodh e i protagonisti sono Dakota Johnson e Alexander Skarsgård. Le immagini costruiscono una storia dai toni cinematografici, con un’atmosfera calda e una tensione narrativa che riprende l’idea di legame esclusivo su cui poggiano le due fragranze.
Chi sono i due interpreti, perché il marchio li ha scelti e cosa hanno dichiarato lo abbiamo raccontato a parte: c’è un articolo dedicato ai volti della campagna Vendetta e alle loro parole.
Quello che ancora non si sa
Un avvertimento onesto, perché è l’informazione che di solito si cerca per prima. Il materiale diffuso a luglio 2026 descrive le composizioni, gli autori e il design, ma non indica né il prezzo né i canali di vendita né le misure dei flaconi. Finché il marchio non li comunica, qualsiasi cifra circoli va presa per quello che è: una stima di terzi.
Resta il dato da cui siamo partiti, ed è quello che dà la misura dell’operazione. Sei anni senza lanci prestige sono tanti in un settore che vive di novità continue, e il fatto che il ritorno avvenga con due profumi insieme, un nome recuperato dagli anni Novanta, tre profumieri di primo piano e una campagna costruita su due attori noti dice che Valentino Beauty non lo considera un episodio isolato. Se sarà anche un successo commerciale, lo diranno i prossimi mesi.







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